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  • Rubio

L'arte della sottrazione

Updated: Apr 16

L'aver attraversato diversi contesti del fare musica mi ha permesso di ragionare riguardo ad un'abilità di cui non sento spesso parlare ma che credo di fondamentale importanza per un fautore di musica, sia esso compositore o musicista. A questa abilità ho dato il nome di ARTE della SOTTRAZIONE.


Di che cosa si tratta ? Qual è il nesso che collega l'operazione matematica della sottrazione all'arte del riprodurre suoni organizzati ?


Il concetto può essere affrontato partendo da due diversi punti di vista:



1) MUSICISTA

Il contesto più facile per cominciare a comprendere l'ARTE della SOTTRAZIONE è la jam session, intesa come ritrovo libero di musica improvvisata dove ai musicisti viene richiesto di strutturare assoli e tessuti musicali in maniera estemporanea. Ho frequentato diversi tipi di jam session: da quelli più strutturati (quale standard suoniamo? ) a quelli più radicali (non voglio sentire standard, nessun genere e nessun riferimento, solo MUSICA ! ). In entrambi i contesti (con maggioranza nei secondi), mi è capitato numerose volte di essere soverchiato durante il mio assolo, di non capire bene quando finirlo, di sentire musicisti che invadevano lo spazio musicale di altri musicisti, giungendo spesso ad un marasma sonoro denso e caotico, in cui tutti suonano senza ascoltare gli altri, una coltre di note fastidiosa e pesante. Oltre ad un effetto di fastidio sui musicisti, questo fenomeno causa fastidio anche al pubblico. Il mio lato pragmatico a questo punto entra in gioco e si interroga su come evitare di arrivare a tale punto di totale confusione, suggerendo per l'appunto l'ARTE della SOTTRAZIONE, intesa in questo caso come la capacità di sapersi togliere al momento giusto, di lasciare spazio agli altri, di rendere meno ricco lo spettro sonoro coperto con i propri strumenti, andando a sottrarre un equilibrato numero di elementi a ritmo, melodia e armonia.

Questo ragionamento non vale solo per la jam session ma vale in tutti i contesti in cui ci sono dei musicisti che vogliono suonare insieme. Tutti i musicisti sono bravi ad aggiungere e arricchire, pochi sono quelli che sanno tirarsi indietro al momento giusto per migliorare il prodotto musicale complessivo. Questo fenomeno mi è capitato di osservarlo nei più diversi contesti musicali, tra i quali vorrei citarne due: la filarmonica e il gruppo musicale.

Nel primo (la filarmonica), mi ricordo bene la fatica del direttore nell'equilibrare le dinamiche di tutte le sezioni: per tutti (soprattutto gli ottoni) era molto più facile suonare sempre forte, sempre al massimo, coprendo gli altri strumenti e connotando il proprio timbro (spesso sforzato). Quello che il direttore continuava a ripeterci era che la qualità si raggiungeva con il giusto equilibrio di suoni e di dinamiche.

Nel secondo (il gruppo musicale), mi è capitato spesso di dovermi confrontare con chitarristi e bassisti: i primi per i volumi esagerati, la distorsione aggressiva e l'ossessione per l'assolo, i secondi per le loro scelte melodiche che spesso perdevano la funzione di accompagnamento armonico creando confusione (ad esempio: in una ballad jazz se stai accompagnando l'assolo di un altro musicista non puoi metterci 250 note al secondo con sincopi e contro-tempi, il risultato che viene fuori è un minestrone disordinato).

ARTE della SOTTRAZIONE quindi come ricerca di equilibrio e abilità nel sapersi togliere o diminuire al momento giusto, partendo dal fatto che tutti siamo bravi ad aggiungere.



2) COMPOSITORE

Questo discorso vale anche per chi si occupa di scrivere e comporre musica. Da questo punto di vista, l'avvento della musica digitale ha contribuito a rendere più complessa la situazione: basti pensare che in un laptop possiamo utilizzare innumerevoli imitazioni molto realistiche di una quantità ingente di strumenti musicali. Questa meraviglia della tecnologia, insieme ai moltissimi elementi positivi che ha portato nel settore musicale, ha contribuito però a rendere più complessa la scelta degli strumenti da utilizzare in una composizione, e la loro facilità d'uso ha portato in alcune situazioni ad una loro inflazione massiva. Ulteriore effetto di questa enorme espansione tecnologica è la difficoltà di scelta davanti ad un infinito ventaglio di possibilità, difficoltà che può creare confusione e blocco nel processo creativo, La composizione musicale si è trovata, nel bene e nel male, a confrontarsi con questa particolare situazione, ed è proprio qui che l'ARTE della SOTTRAZIONE può venire in soccorso e aiutare nella confusione.


A tal proposito propongo un piccolo documentario (disponibile purtroppo solo in lingua spagnola) relativo alla produzione del disco SALVAVIDAS DE HIELO di Jorge Drexler, cantautore uruguaiano che adoro e che consiglio fortemente di ascoltare.

hhhg



Drexler, nella produzione di questo album, ha utilizzato una limitazione volontaria a livello di scelta strumentale: ha voluto comporre solo utilizzando la chitarra, intesa come elemento di partenza per tutte le scelte timbriche, melodiche, armoniche e ritmiche. Una limitazione che ha avuto i suoi effetti durante la produzione, di cui ne voglio citare due riportati da Drexler nel documentario: la concentrazione delle frequenze all'interno dello spettro sonoro (prevalenza di medie frequenze e assenza di gravi e acute) e l'impegnativo lavoro dei percussionisti conseguentemente a questo cambio drastico di strumentazione.


E' un disco che si concentra tutto intorno alla figura della chitarra e compie uno studio frattale della chitarra. Frattale perché cerca di trovare, all'interno di uno spazio limitato come è una chitarra, [..] l'infinito. J. Drexler (trad. mia)



Questa scelta di Drexler è in totale accordo con quella che definisco l'ARTE della SOTTRAZIONE: partire da una limitazione per creare qualcosa di nuovo e inesplorato.


A tal proposito, Drexler durante un'intervista televisiva (che lascio qui di seguito) cita il compositore Stravinskij, di cui riporto la citazione completa proveniente dal libro IL CODICE DELLA CREATIVITA' di Marcus Du Sautoy:


La mia libertà consiste nel mio muovermi all'interno della stretta cornice che mi assegno per ciascuna delle mie opere. Direi di più: la mia libertà sarà tanto più grande e tanto più significativa quanto più limiterò marcatamente il mio campo d'azione e quanto più mi circonderò di ostacoli.




ARTE della SOTTRAZIONE quindi come alimento della creatività musicale e del suo continuo miglioramento.

ARTE della SOTTRAZIONE come modalità per migliorare la musica, la sua esecuzione dal vivo e la sua improvvisazione.

Se sei arrivato fin qui a leggere, ti ringrazio enormemente ! Spero ti sia piaciuto !

Ci vediamo presto !



CONSIGLIO MUSICALE

Oggi il consiglio musicale viene dall'album Salvavidas de Hielo di cui abbiamo parlato sopra. In questa canzone Drexler affronta in maniera originale e molto interessante la tematica delle migrazioni. Se non conosci lo spagnolo, ti consiglio vivamente di cercare una traduzione perché le scelte poetico/letterarie sono assolutamente da carpire nella loro interezza.



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